“Uccidete tutti i randagi”. Sdegno contro la nuova legge della Romania (14.09.13)

“Uccidete tutti i randagi”. Sdegno contro la nuova legge della Romania di Margherita D’Amico Ignorando la protesta che cresce di ora in ora e le centinaia di persone radunate fuori dal Parlamento, il governo della Romania ha autorizzato lo sterminio dei suoi cani senza padrone mentre l’Europa assiste interdetta. …

via LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE:

“Uccidete tutti i randagi”. Sdegno contro la nuova legge della Romania (14.09.13)

“Uccidete tutti i randagi”. Sdegno contro la nuova legge della Romania
di Margherita D’Amico

Ignorando la protesta che cresce di ora in ora e le centinaia di persone radunate fuori dal Parlamento, il governo della Romania ha autorizzato lo sterminio dei suoi cani senza padrone mentre l’Europa assiste interdetta. Le uccisioni di massa dei randagi sono state richieste con forza dal presidente Traian Basescu e votate dalla maggioranza dei deputati a seguito della recente morte di un bambino attribuita a branchi vaganti. “Troppo costoso e lungo sterilizzare e microchippare per contrastare il randagismo” è stato dichiarato.
 In molti tuttavia dubitano della ricostruzione del dramma, considerandola strumentale, poiché il piccolo è stato ritrovato morto e i morsi sul suo corpo risalirebbero a dopo il decesso, insinuando così che potrebbe trattarsi di un caso di pedofilia. L’episodio ha in ogni caso fatto scattare la condanna immediata per tutti i cani liberi sul territorio, nonché per quelli già rinchiusi nei canili ove nessuno li reclami o adotti entro quattordici giorni dall’ingresso, in un Paese dove non esiste anagrafe canina né si sterilizza se non per opera di coraggiosi volontari privi di fondi e sostegno. “Nei canili già li stanno massacrando, ed è oltretutto iniziata, per le strade, una mattanza ufficiosa. I cani vengono bruciati vivi, uccisi a bastonate o con i metodi più efferati” avvertono gli attivisti locali: “è inoltre probabile che chi s’incarica sistematicamente di questi brutali abbattimenti riceva denaro dalle autorità”.

“Due giorni dopo la morte del bambino, quando si annunciò che il provvedimento sarebbe stato messo al voto, ho scritto al presidente Basescu assieme a colleghi dell’Intergruppo benessere animali, senza riceverne risposta” racconta l’eurodeputato Andrea Zanoni. “Abbiamo guardato video che testimoniano sconvolgenti soppressioni fai-da-te effettuate con ferocia in strada e ci stiamo muovendo affinché, almeno, le eutanasie siano effettuate in modo pietoso. Difficile ottenere di più dato che i randagi vengono uccisi in molti altri paesi UE e manca una vera, esaustiva normativa comunitaria sugli animali d’affezione. La Commissione europea deve assolutamente proporre un progetto di legge, ci stiamo lavorando su”. Difficile immaginare i cittadini svizzeri o inglesi armati di randello, ma a porte chiuse, in modo apparentemente asettico, vengono epurati cani e gatti di gran parte degli stati membri. Pur difettosa quanto a politiche sul randagismo, l’Italia vanta forse la legge più avanzata: la 281/91 vieta di uccidere i randagi, come pure di destinarli alla vivisezione. Il caso Romania e la chiara assenza di condizioni di reciprocità all’interno dell’UE riapre anche il dibattito sulle incontrollate movimentazioni di animali, perlopiù dichiarate come viaggi verso una famiglia, sempre più numerose in tutto il Continente.

Intanto, di paese in paese, sale l’indignazione per quanto deliberato. Attivisti, associazioni, diramano appelli in cui si invita a protestare, scrivere, manifestare davanti alle ambasciate, affinché il Governo romeno riveda le proprie posizioni. Da noi, fra i primi a muoversi, Freccia 45 e la Lega nazionale per la difesa del cane. “Stiamo diramando una lettera aperta, da sottoscrivere o replicare, che si rivolge a ambasciatori, consoli, rappresentanti della Repubblica romena in Italia. L’eco e le immagini che ci giungono dalla Romania sono inaccettabili” dice la presidente Susanna Chiesa.

Mentre Piera Rosati, presidente LNDC, ha firmato un appello rivolto agli eurodeputati ricordando che, in ogni caso, qualche norma condivisa pur sempre esiste.
“Il crudele provvedimento è stato preso a tempo di record dopo un evento drammatico ma anche dai contorni poco chiari,  stando almeno ai commenti di giornalisti romeni fuori dal coro” spiega. ”L’entrata in vigore di questa legge cancella con un colpo di spugna i principi sanciti nella legge 9/2008 che proibiva l’eutanasia su animali sani e socievoli e dà il via a una mattanza inammissibile. Inoltre, benché la Romania abbia aderito dal 2007 all’Unione Europea, non ha mai fatto proprie, se non sulla carta,  le dichiarazioni  comunitarie. L’Europarlamento ha infatti approvato una dichiarazione scritta sulla gestione della popolazione canina nell’Ue. Con questo testo ’si chiede agli Stati membri di adottare strategie globali di gestione della popolazione canina tra cui controllo, leggi anti-crudeltà e sostegno alle procedure veterinarie, comprese la vaccinazione antirabbica e la sterilizzazione’. La Dichiarazione fa esplicito riferimento all’articolo 13 del Trattato di Lisbona, secondo cui ‘gli animali sono esseri senzienti’ e asserisce che  ‘l’Unione europea e i suoi Stati membri devono tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali’”.

Per questo articolo ringraziamo:

LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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