Salle (PE)

Numerosi i casi di avvelenamento di cani – Accade a Salle (PE), in Abruzzo. Ormai da tempo, sistematicamente, ci arrivano segnalazioni di avvelenamento di cani. Il fenomeno sta assumendo proporzioni estremamente preoccupanti: l’ennesimo abominio è stato commesso qualche giorno fa. E questa volta l’esperienza è davvero raccapricciante: l’anonimo autore …

via LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE:

Salle (PE)

Numerosi i casi di avvelenamento di cani

Accade a Salle (PE), in Abruzzo. Ormai da tempo, sistematicamente, ci arrivano segnalazioni di avvelenamento di cani. Il fenomeno sta assumendo proporzioni estremamente preoccupanti: l’ennesimo abominio è stato commesso qualche giorno fa. E questa volta l’esperienza è davvero raccapricciante: l’anonimo autore del gesto, che si presume sia lo stesso degli episodi precedenti, ha cominciato a perseguitare anche i proprietari con messaggi minatori. Sui social network già dalla giornata di lunedì 27 maggio 2013 gira l’immagine di un biglietto, sempre anonimo, redatto con l’ausilio di trasferibili, così da non lasciare elementi calligrafici da poter sottoporre a perizia: “FUORI I CANI DA SALLE E LA CAGNA PADRONA”. Purtroppo il criminale non si è limitato alla semplice minaccia, ma ha dato seguito con l’ennesimo caso di avvelenamento avvenuto dopo qualche ora. Dopo la morte di Marley (1 anno di età) circa un mese fa, l’ultima tra le tante vittime è un altro cucciolotto di 11 mesi di nome Libano, di proprietà e non un randagio come già accaduto in passato. Dalle prime segnalazioni in agosto del 2012 sono stati diversi i casi di avvelenamento, dapprima i randagi, adesso quelli di proprietà. Abbiamo già suggerito agli abitanti di Salle quali meccanismi mettere in moto, ma nonostante i referti veterinari e la conseguente ordinanza del Sindaco, già emanata anche grazie alle pressioni di alcuni cittadini, i casi di avvelenamento si sono ripetuti comunque, ininterrottamente, fino a quest’ultimo che auspichiamo possa rimanere tale.

La tragica scoperta dei fatti narrati è avvenuta ad opera della preziosa rete di animalisti che quotidianamente supporta i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Pescara e che ringraziamo per il loro impegno.

In merito a quanto accaduto, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane si sta attivando e presenterà denuncia alla Procura della Repubblica di Pescara per i reati di uccisione di animali, getto di sostanze pericolose e uso di esche avvelenate. Ricordiamo infatti che, avvelenare un animale è un reato ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale, cioè uccisione di animali. Inoltre l’ art. 146 T.U. Leggi Sanitarie proibisce e punisce la distribuzione di sostanze velenose e prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46. L’Art. 4 dell’ultima Ordinanza Ministeriale del febbraio 2012 in materia di “Divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati” inoltre, impone al Sindaco, sulla base di una sintomatologia conclamata per cui sia stata emessa diagnosi di sospetto avvelenamento da parte di un medico veterinario, di dare immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti. E, nel caso in cui venga accertata la presenza nell’ambiente di esche o bocconi avvelenati, entro 48 ore il comune deve provvedere a bonificare il luogo interessato dall’avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché ad intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte. Chiari quindi i compiti per Sindaci, Asl, medici veterinari, Istituti Zooprofilattici, Prefetti.

La Lega del Cane rileva che il Sindaco di Salle ha già applicato i protocolli previsti per la sicurezza dei cittadini, bambini, cani (randagi e non), gatti e altra fauna selvatica che potrebbero rimanere colpiti da questo vergognoso reato penale; auspichiamo inoltre che il sig. Sindaco abbia avviato indagini per scoprire il delinquente, codardo e infame autore di questi atti criminosi, tra l’altro, commessi in un comune ove ci risulta altresì difficile non riuscire a chiudere le indagini in tempi brevissimi.

Per questa notizia ringraziamo:

LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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