L’approccio cognitivo alle deiezioni del cucciolo: superare i vecchi miti!

L’approccio cognitivo alle deiezioni del cucciolo: superare i vecchi miti!

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di Luigi Sacchettino

EVVIVA! Dopo trepidante attesa arriva in casa il batuffolo coccoloso, per la gioia di tutti. Finchè non comincia a … fare la cacca!

pipi

Sì sì, avete capito bene. Fare i bisogni. Espletare quanto la fisiologia suggerisce.Capita spessissimo,nelle famiglie che decidono di trascorrere parte della loro vita con un cane, di imbattersi in quella che sembra essere la prima grande sfida uomo – cane: come insegnare al cucciolo a sporcare nel luogo giusto. Armati di scopa, guanti e traversine-pannolino i proprietari scendono in campo per rimediare ai misfatti, affidandosi spesso a consigli vari e fantasiosi come:

– prendere il musetto del cane e obbligarlo a odorare la sua pipì;

– punirlo fisicamente o verbalmente dopo diverso tempo dal “colpaccio”;

– usare un giornale. Il fatidico giornale della paura, quello che personalmente definisco il corrispettivo animale della cucchiarella di legno per i bambini.

Tutto ciò con risultati deludenti. In tutti questi anni, infatti, c’è stato un approccio al problema delle deiezioni non rispettoso né dell’etogramma né della fisiologia del cane. Nei primissimi mesi di vita il cucciolo non ha la percezione dello stimolo ad evacuare: 

un po’ come un neonato…quando ce l’ha, la molla. Necessita di tempo per imparare a riconoscere il significato di quella sensazione, a trattenere le feci e l’urina per poterle eliminare nel luogo adatto. E’ un processo di maturazione fisiologico e psicologico che richiede dai due ai quattro mesi. Inoltre, considerata l’età evolutiva di riferimento, il cucciolo si sente vulnerabile in situazioni esterne e in luoghi che non fanno ancora parte del suo piano esperienziale, con la tendenza a sporcare dove si sente più tranquillo e protetto. 

Capita sovente che i proprietari lamentino che il cane sporchi proprio appena rincasato, dopo una passeggiata: ecco, ora sapete il perché.

E’ proprio in questo lasso di tempo che i proprietari possono mettere in atto delle semplici ma efficaci pratiche che permettono al cane di capire dove sporcare. E’ fondamentale sapere che un cucciolo ha la tendenza a sporcare dopo che ha mangiato, bevuto, giocato, dormito o fatto il pisolino pomeridiano. In questi casi bisognerà giocare d’astuzia e d’anticipo portando il cucciolo nel luogo dove vogliamo espleti le sue funzioni e premiarlo appena terminato.

E come ci comportiamo se rincasando troviamo i bisogni nel salotto?

1.Ignoriamo il cucciolo;

2.mettiamolo in un’altra stanza in modo che non assista alle operazioni di pulizia (altrimenti potrebbe confonderle con una dinamica
di gioco);

3.Non disinfettiamo con prodotti chimici in quanto il cane potrebbe pensare che è proprio quello il posto che abbiamo scelto per i suoi bisogni, avendo un odore “particolare”.

E se il cucciolo sta per farla davanti a noi, in un posto non adeguato?

1.Interrompiamo l’evacuazione sollevando il cucciolo da terra;

2. lo portiamo fuori senza dire nulla;

3.premiamolo quando conclude le operazioni all’esterno.

L’approccio cognitivo zooantropologico ci permette di educare il cane nel migliore dei modi, rispettando sempre più la sua dimensione canina: tutto ciò a vantaggio di una relazione senza pari.

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Fonte:
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