La triste storia di un cucciolo

La triste storia di un cucciolo

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Salve, mi chiamo Francesco e scrivo per raccontare la triste storia di un cucciolo.

Vivo da qualche mese insieme alla mia ragazza con la quale abbiamo deciso di affrontare la bella avventura di adottare un cucciolo da crescere insieme. Dopo diverse settimane di ricerche ho trovato un annuncio di un privato che vendeva cuccioli di AKITA INU. Dopo diverse telefonate ho ritenuto di potermi fidare e mi sono recato a casa sua per vedere i cuccioli disponibili (2 in questo caso). Entrati in casa vediamo subito questi meravigliosi cuccioli, piccoli e tenerissimi (il privato sosteneva che avessero 75 giorni). Dopo una chiacchierata e un caffè arriva il momento più difficile, sceglierne uno da portare via con noi.

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Ci rechiamo così dal suo veterinario di fiducia perchè il venditore voleva garantirci che stavamo portando a casa un cucciolo sano.Il veterinario effettua una visita sommaria (battito, temperatura, orecchie ecc) e ci da una compressa di Drontal per la sverminazione dicendoci che probabilmente per 2 o 3 giorni il piccolo avra’ diarrea. Da premettere che Kenta (cosi’ abbiamo chiamato il nostro cucciolo), e’ il nostro primo cane per cui ci siamo fidati del veterinario e siamo tornati a casa del venditore per concludere l’acquisto.

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Gli chiedo se e’ possibile vedere i genitori del cane e a questo punto, mostrandoci il passaporto, ci dice che i genitori sono in Slovacchia. Dopo tutte le storie di queste “tratte” di esseri viventi dall’Est che si sentono al telegiornale, questa risposta fa scendere il gelo in quella stanza, mentre Kenta tra le braccia della mia ragazza le mordicchiava le dita. Ci eravamo già innamorati di lui, non lo avremmo lasciato lì. Non eravamo al corrente di questo prima di recarci dal privato, eravamo convinti che fossero nati a casa sua, magari perchè possedeva uno dei due genitori. Il privato ci dice che li alleva un suo parente all’estero e glieli consegna personalmente con tutte le carte in regola, prendendosene cura durante il viaggio nel modo dovuto.

Decidiamo comunque di fidarci anche perche’ sul passaporto erano segnati tutti i vaccini (stiamo scoprendo giorno per giorno la triste realta’ di questo maledetto traffico e di tutti i retroscena che gli fanno da contorno) e il veterinario ci aveva rassicurato sulla salute di Kenta. Così pago il cucciolo e andiamo a casa. Oltre al passaporto ci consegna un modulo per la cessione del cane che noi avremo poi dovuto portare alla ASL della nostra città ma nessun documento d’iscrizione all’anagrafe canina (che mi sono fatto mandare via fax dopo qualche giorno. Era timbrato dall’ ASL ma la data era uguale a quella della spedizione. qualcosa non torna perchè doveva esser datato molti giorni prima).

Quando arriviamo a casa Kenta e’ molto vivace e mangia come un leone.Tutto nella norma e noi… felicissimi.

Ha un po’ di diarrea ma non ci allarmiamo, il veterinario, ce l’ha detto, e’ normale che il farmaco abbia questo effetto. Passiamo due giorni felicissimi col nostro meraviglioso Kenta. Finalmente abbiamo il nostro”bimbo”.

Lunedi iniziano i primi sintomi di quelle che poi sono diventate due settimane di calvario. Innappetenza, poca voglia di giocare,ma le coccole quelle le fa, ci vuole gia’ bene. E noi a lui. E’ intelligente, in un giorno ha imparato a fare i bisogni sulla traversina non sbaglia un colpo. Il nostro piccolo è meraviglioso.

Martedi e’ il giorno della visita dal nostro veterinario di fiducia,ma Kenta prima dell’ora dell’appuntamento giace immobile sul cuscino che gli avevamo comprato…Sguardo spento, irrigidito, non sta per niente bene. Avvolgo Kenta in una coperta e via. Come un fulmine corro in clinica, dove Kenta viene ricoverato perchè, sebbene non fossero ancora chiare le cause, è fortemente disidratato e debilitato. L’esame delle feci rivela una parassitosi da coccidi, ma i sintomi peggiorano nonostante le cure, tanto da far pensare alla parvovirosi, per la quale doveva già essere stato vaccinato. Diarrea emorragica e vomito inarrestabile lo debilitano ogni giorno di più, nonostante le continue cure. Il vomito causa poi una polmonite ab ingestis che lo porta a morire dopo due settimane di ricovero in clinica.

Siamo distrutti, gli siamo stati accanto tutti i giorni, e abbiamo sperato di salvarlo fino alla fine. E lui ha combattuto con tutte le sue forze povero piccolo. E’ stato orribile vederlo soffrire così.

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Dopo aver visitato un allevamento serio di AKITA INU, abbiamo capito che il passaporto era falso, e col passaporto probabilmente lo erano anche tutti i timbri e le etichette dei vaccini. Infatti il nostro piccolo, non poteva assolutamente avere 2 mesi e mezzo. Un Akita di quell’età è all’incirca il doppio di Kenta. Kenta si è ammalato perchè è stato tolto troppo presto dalla mamma, e probabilmente ha viaggiato senza alcuna vaccinazione e in condizioni precarie. Kenta ha sofferto tanto ed è morto perchè queste persone spietate pensano solo ad arricchirsi e trattano gli animali come oggetti.

Noi abbiamo sbagliato perchè avremo dovuto essere molto più informati.Ma abbiamo agito in buona fede e una volta capito l’errore, avremo dato tutto l’oro del mondo per salvarlo. Non fate mai il nostro stesso errore perchè è orribile veder soffrire queste dolcissime creature e inoltre contribuireste ad alimentare questo assurdo e già enorme traffico. Piuttosto lottate, come stiamo facendo noi dopo questa brutta esperienza, per fermare questa atroce ingiustizia.

Francesco Lucente

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Fonte:
Argomenti trattati: _ Bau Blog: AKITA: caratteristiche, alimentazione, educazione, allevamento, problemi e tutto ciò che ti serve conoscere dell’Akita
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