Akita Inu – una costante nella nostra vita ed una gran fortuna!

Gandalf, il nostro primo Akita Inu, come dico spesso “Akita vecchio stampo”, dolcissimo in famiglia, un leone con chi si permetteva un po’ troppo con lui. All’epoca di Gandalf la razza Akita Inu era praticamente sconosciuta, in molti ci chiedevano “è un meticcio?”, “è un incrocio con Husky?”… …

via akitainprogress:

Akita Inu – una costante nella nostra vita ed una gran fortuna!

GandalfGandalf, il nostro primo Akita Inu, come dico spesso “Akita vecchio stampo”, dolcissimo in famiglia, un leone con chi si permetteva un po’ troppo con lui. All’epoca di Gandalf la razza Akita Inu era praticamente sconosciuta, in molti ci chiedevano “è un meticcio?”, “è un incrocio con Husky?”… e per noi, col senno del poi, era tanto meglio così!!! Non ce ne vogliano gli allevatori ma oggi, in piena fase post-film, se ne sentono davvero troppe e, per noi, il film “Hachiko” è stato la rovina della razza!
L’indolenza del leone, che in casa te lo fa quasi dimenticare, e la regalità dell’aquila dimostrata in tante situazioni. Gandalf è stato un grande amico, un compagno fedele e mio marito dice sempre “lui mi è sempre stato vicino, anche nei periodo più duri, lui c’è sempre stato”. Quando io e Ale ci siamo conosciuti e innamorati, Gandalf era già vecchietto e, dopo pochi mesi, è volato sul ponte… mio marito, da gran romanticone quale è, dice che se n’è andato quando sapeva di lasciare il suo amico umano in buone mani!
Dopo circa due anni dalla sua morte, passata la fase “non voglio più nessun’altro cane”, arrivò Asaki, la sua storia è stata già raccontata in questo blog e Asaki è riuscito a conquistare il cuore di molti, anche di chi non l’ha conosciuto personalmente ma solo visto in foto. AsakiRimarrà per sempre nel mio cuore, aveva un animo da guerriero ed un gran cuore, in più aveva un debole per me e pagherei oro per riaverlo qui anche solo per qualche coccola…
Asaki è stato colui che ci ha dato l’idea della lana di cane, colui che, con mute stratosferiche, ci ha fatto sorgere “la necessità” di trovare qualcuno in grado di realizzare lana dal suo sottopelo, perché l’idea ci è venuta proprio così e, evidentemente, non era una necessità solo nostra vista la grande richiesta che oggi abbiamo! Per questo saremo per sempre riconoscenti a lui, Asakone, che oggi ci protegge e ci segue!
Alessandro, mio marito, aveva conservato anche il sottopelo di Gandalf diversi anni prima, pensando “prima o poi troverò qualcuno in grado di filarmelo”… chi l’avrebbe mai detto eh!!! Peccato che, durante un trasloco, prima della nascita di Lana di Cane, gettammo quel sacco nella spazzatura pensando, tanto non troveremo nessuno capace di filarcelo… Mannaggia!!!
Come dico sempre, non ci siamo inventati nulla, abbiamo visto che c’era questo desiderio da parte di molti proprietari di cani nordici e non solo, e abbiamo deciso di mettere la nostra abilità, riscoperta grazie ad un arcolaio dell’800, al servizio di chi volesse la lana del proprio cane.
Essendo abituati a fare più o meno tutto in casa, ci siamo fatti anche il sito web, messo on line quasi per scommessa tra me e Ale e, dopo soli 15 gg, ci scrive Maurizio, dalla Sicilia… aveva un chilo di lana di cane da farci filare e indovinate che cane era… un Akita inu ovviamente!!!Akuma
Fu una gioia immensa riceve quello scatolone di pelo e riuscire a rimandare a Maurizio i gomitoli della sua amata Akuma, volata sul ponte qualche anno prima… e fu una gioia immensa ricevere un video di ringraziamento da Maurizio e da sua moglie e la foto del gilet che poi realizzarono con la lana di Akuma!
Grazie a quei ringraziamenti capimmo che stavamo facendo la cosa giusta, per qualcuno sembrava una follia ma in questi 3 anni di attività abbiamo fatto lana solo per persone immensamente innamorate del proprio cane, e questo lo dico con orgoglio!!!
Non finirò mai di ringraziare Maurizio per la fiducia che ci ha dato, con la sua fiducia siamo riusciti a far partire “lana di cane” e oggi la coda di attesa per la filatura e molto lunga.
A novembre scorso abbiamo adottato un altro Akita, Max, 5 anni e una gran voglia di vivere! Un akita buono ed anche un po’ “fessacchiotto”, caciarone e giocherellone, caratteristiche un po’ strane per un akita ormai adulto, ma forse date dalla sua origine partenopea! Infatti, mai e poi mai ci era capitato di incontrare un cane così matto per “a pizz ca pummarola ncopp”!!!
MaxStiamo conservando ogni spazzolata ma, come dico spesso a chi mi chiede informazioni sulla lana, Max ne perde pochissima, Asaki con una muta ne perdeva oltre mezzo chilo! Gandalf una via di mezzo tra i due. Tra il primo e l’ultimo Akita Inu c’è un abisso, di certo la razza è molto cambiata in questi ultimi anni, sia morfologicamente che caratterialmente. Quindi concludo dicendo che si può essere appassionati di una razza, si possono amare le caratteristiche tipiche della razza, che comunque è in continua evoluzione (o involuzione!?) ma ogni cane è un’anima a se, da amare ed apprezzare per quello che è!
Personalmente credo che le caratteristiche che ci hanno fatto innamorare dell’Akita Inu, si stanno gradualmente perdendo e questo è un vero peccato!!!
Giulia

Per questo articolo si ringrazia:

akitainprogress

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